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Diversa distribuzione spazi interni

Diversa distribuzione spazi interni: tutto quello che devi sapere

diversa distribuzione spazi interna Roma
diversa distribuzione spazi interna Roma

Quando si parla di diversa distribuzione spazi interni, si intende quando una casa viene modificata nella sua disposizione della camere interne. L’esempio lampante è la ristrutturazione di un appartamento, infatti è in questa occasione che decidete di allargare una camera, di creare un angolo cottura e molto spesso un secondo bagno. In poche parole la diversa distribuzione interna di un appartamento avviene quando si spostano le pareti interne o le porte.

Cosa serve per modificare gli spazi interni di una casa a Roma?

Non tutti sanno che per modificare la distribuzione interna di una casa, oltre all’aggiornamento catastale tramite docfa, serva un permesso dal Comune di Roma. I permessi che esistono sono molteplici in base agli spostamenti che volete effettuare e alla struttura dell’abitazione. Spiegheremo in seguito quali sono le pratiche edilizie più comuni per autorizzare una diversa distribuzione spazi interni a Roma. Dopo ogni modifica avvenuta nella casa c’è l’obbligo di aggiornare la planimetria catastale all’agenzia delle entrate per dichiarare se sono avvenute modifiche nel conteggio dei vani catastali.

I permessi per comunicare la diversa distribuzione spazi interna nel Comune di Roma

Una volta deciso il progetto finale della ristrutturazione, da soli o con un tecnico progettista, e quindi avendo chiare le idee chiare sugli spostamenti dei tramezzi interni, siete pronti a comunicare la comune che state per iniziare dei lavori in casa. I permessi che si richiedono con più frequenza riguardano opere di manutenzione straordinaria. La manutenzione straordinaria per diversa distribuzione spazi interna si divide in:

  • Manutenzione straordinaria leggera
  • La manutenzione straordinaria pesante

Cosa significa manutenzione straordinaria leggera?

Per manutenzione straordinaria leggera a Roma si intendono tutte quelle opere che vanno a modificare in tutti o in parte le strutture non portanti dell’abitazione. Tra le opere che rientrano in questa tipologia di interventi ci sono:

  • lo spostamento dei tramezzi interni
  • spostamento di porte
  • rifacimento impianto elettrico
  • sostituzione, rifacimento o creazione di impianto idraulico (bagno o cucina).

Le opere sopra elencate sono esplicativi ma sintetizzano la ristrutturazione di un appartamento standard dove non si toccano le parti strutturali. Questi interventi edilizi a Roma vengono autorizzati con la pratica cila. La cila (Comunicazione Inizio Lavori Asseverata) è il permesso da richiedere per la ristrutturazione interna  ed stata istituita nel 2010, la comunicazione CILA  si spedisce tramite procedura telematica al SUET (sportello unico edilizia telematico) del Comune di Roma.

Cosa si intende per manutenzione straordinaria pesante?

Se parliamo di manutenzione straordinaria pesante, ci riferiamo a quelle opere o interventi edilizi che oltre a modificare la distribuzione interna dell’immobile, gli stessi lavori vengono svolti sostituendo o modificando parti strutturali, facciate e cambio della destinazione d’uso. Il permesso che si deve presentare al Comune di Roma per autorizzare tali interventi si chiama SCIA (segnalazione certificata inizio attività). La scia si presenta con l’ausilio di un tecnico che prepara la seguente documentazione:

  1. compilazione di domanda
  2. relazione tecnica
  3. asseverazioni sugli interventi
  4. fotografie dello stato di fatto dell’immobile
  5. elaborato grafico dove si evidenziano le modifiche da effettuare.

Sia per la CILA che per la SCIA alla fine dei lavori il tecnico progettista, geometra, architetto o ingegnere devono preparare la variazione catastale tramite procedura docfa.

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    La variazione catastale per diversa distribuzione spazi interni a Roma

    La variazione catastale non è altro che l’aggiornamento dell’ultima planimetria in atti registrata all’Agenzia del Territorio (ex Catasto). Questa procedura deve essere eseguita, come detto in precedenza, a seguito della comunicazione di fine lavori. Diamo per scontato che la planimetria che andremo a registrare all’Agenzia del Territorio deve essere fedele al post – opera della pratica edilizia presentata al Comune. La planimetria aggiornata inserita nella procedura DOCFA insieme a tutti i dati relativi all’immobile (dati di classamento, superfici ecc..)  e del fabbricato (anno di costruzione, piani, unità immobiliari ecc..). In seguito  la trasmettiamo all’Agenzia del territorio che nel giro di pochi giorni registrerà la nuova planimetria catastale.

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